Eccomi qua, è passato così tanto tempo…e così tante cose sono successe che non saprei come, o comunque sia ora non vorrei e non potrei, raccontarle tutte.
Solo un pensiero martellante il suono martellante dei versi di una poesia in testa che voglio scrivere qui.
Anche se molto è stato preso, molto aspetta; e anche se
Noi non siamo ora quella forza che in giorni antichi
Mosse terra e cieli, ciò che siamo, siamo;
Un’eguale indole di eroici cuori,
Fiaccati dal tempo e dal fato, ma forti nella volontà
Di combattere, cercare, trovare, e di non cedere.
Ulisse di Alfred Tennyson
Il bello della poesia.
Il bello della poesia credo sia poter leggerci dentro c’ho che vogliamo, un po’ come per la musica le canzoni, che altro non sono poesie messe in musica.
Non starò a dirvi di cosa parla esattamente questa poesia, nè a chi si riferisse l’autore. Leggeteci, trovateci ciò che volete in questi versi. Io mi ci sono perso nel bosco.
Settimana di stravolgimenti, sopratutto nel look: mi sono tolto completamente la barba. Dopo circa un anno di non rasatura (ed infatti non è stato facile) volevo rivedere il mio mento e per addolcire questo trauma ho ben pensato di farmi una torta (ultimamente ne sto facendo troppe).
Mantengo sempre le promesse! Quest’anno avevo deciso di passare l’estate fra laghi e fiumi e così non poteva che essere anche il giorno più atteso dell’estate: il Ferragosto! Posso dire con estrema certezza che questo è il primo Ferragosto in 32 anni che non passo a fare gavettoni sul bagnasciuga.
Ho concluso la mia tesi di laurea (2006) dal titolo “l’illusione della bellezza” con questa frase:
Non la forza, ma la bellezza, quella vera, salverà il mondo.
Dostoevskij
Oggi ho un’idea diversa al riguardo. La “bellezza” richiede un lavoro, un artifizio e, tendenzialmente, una complicazione del tutto. Ciò si traduce in un minor probabilità di poter salvare il mondo ed, inevitabilmente, tempi più lunghi.
Non la bellezza quindi ma la semplicità, quella penso possa davvero fare la differenza in questa corsa disperata al salvataggio del nostro pianeta (sia dal punto di vista materiale che non).
Riflessioni scaturite in una giornata di bici improvvisata, partita per caso, trovandosi in posti mai visti e perdendosi in essi seguendo solo le sensazioni e conclusasi con un altrettanto grigliata solitaria improvvisata.
Eccoti un “quadretto” di uno scorcio trovato in questa escursione ciclistica. Un paesaggio semplice, banale, povero…eppure così in pace con tutto il resto.
Giro in bici nel padule di Fucecchio
Incuriosito dall’idea di un mio amico che abita in quelle zone e nuovo al mondo della bici sono partito con l’idea di andare nel padule di Fucecchio. Una volta arrivato sul posto non ho più guardato il navigatore ma seguito soltanto l’istinto per imboccare una strada piuttosto che un altra.
Sono rifinito lungo argini con erba alta, sulle rive fangose di fiumiciattoli, ad incroci sterrati senza la minima indicazione, in mezzo a campi di granturco o di interminabili girasoli e piantagioni di pioppi, il tutto nel più assoluto silenzio, pace e tranquillità.
Se non sei mai stato in questi luoghi ti consiglio di farci un salto, ottimi per passeggiate con i proprio familiari, amici (sia a 4 che a 2 zampe). In caso di bicicletta consiglio espressamente l’uso della mountain bike.
Ti metto qui sotto il mio tragitto svolto giusto per avere un idea della zona, ma ricorda il bello in questi casi è perdersi!
Grigliata solitaria
Nell’ultima salita prima di tornare finalmente a casa (alla fine mi sono sparato una 35ina di km di cui il rientro tutto controvento) la fame iniziava a farsi sentire e visto la giornata wild, la temperatura ideale ho deciso di farmi una mini grigliata solitaria che non ha niente da invidiare a quelle più grandi.
Un hamburger (di cui potrei fare scuola alla Mc Donald’s) e due wurstel con un bell’uovo al tegamino e per aiutarmi a mandare giù i bocconi un buonissimo rosso strong (che era un po’ che mi andava).