Il Futuro

Ieri sono stato a vedere la mostra sul Futurismo a Palazzo Blu di Pisa che ti consiglio di andare a vedere se ti piace l’arte e vuoi passare una giornata diversa.

E’ indubbiamente un movimento affascinante e molto complicato. L’intento era quello di far percepire il movimento degli oggetti raffigurati sulla tela. I nuovi oggetti frutto del progresso tecnologico.

Ci sono dipinti che illustrano il movimento di un auto, di un tram dei quali sono rimasto affascinato non tanto per il risultato finale ma per la genialità e pure per la semplice concezione di provare e di come è stato dipinto un oggetto simile.

Un altro aspetto su cui questa mostra mi ha portato a riflettere è la penetrazione dei vari movimenti in più campi. Il futurismo lo ritroviamo poi nella letteratura, nella musica e nell’arte ci è arrivato per la modernità delle macchine. Tutti i movimenti hanno una generazione da degli aspetti quotidiani.

Il futuro è indubbiamente il mio tempo verbale preferito. Vorrei poter vivere così a lungo da vederlo. In particolar modo mi piacerebbe vedere il progresso tecnologico di cui sono un grandissimo fan.

Lucca Comics ’19 – L’aspetto Umano

Oggi voglio parlarti di questa famosissima fiera internazionale dedicata al fumetto, all’animazione, ai giochi (di ruolo, da tavolo, di carte), ai videogiochi e all’immaginario fantasy e fantascientifico, che si tiene ogni anno nella mia città (Lucca in Toscana) fra la fine di Ottobre e l’inizio di Novembre. È considerata la più importante rassegna italiana del settore, prima d’Europa e seconda al mondo, dopo il Comiket di Tokyo.

Ma non ti racconterò, come ci si potrebbe aspettare, della giocosità, dei colori, della gente mascherata, no. Ti parlerò dell’ipocrisia delle persone e di un fatto accadutomi personalmente.

I mezzi di trasporto

Il giorno che decido di andare a vedere questa manifestazione (il 1° Novembre) sono stati venduti 88.409 biglietti e tale numero incrementa notevolmente se si aggiungono anche i “non paganti” (tipo me) che si sono fatti semplicemente un “giro di mura”.

Per darti un termine di paragone, la città di Lucca conta circa 89.000 abitanti. E’ ovvio che in questi giorni la città è invivibile con disagi a più livelli specie nella viabilità sia su gomma che su rotaie.

Dio, l’universo, mia madre o chi più ti piace mi ha dotato di un cervello e mi piace spesso usarlo. Un tale afflusso di persone porta dei disagi, è normale ed è inutile fare polemiche sulla male organizzazione (che a mio parere non lo è), è inutile arrabbiarsi, vivere male (e peggio far vivere male) queste 5 giornate.

…no, ma il ragionamento tante volte mi coinvolge anche in cose che non dovrei sapere, e così ragionando scopro che capisco meglio di quelli che ne sanno di più, che però in questo caso ne saprebbero meno, in quanto io ne so il doppio. 

Adriano Celentano – Innamorato pazzo [Rispondendo quando gli viene chiesto se è un esperto di politica internazionale]

Decido dunque di prendere il treno poichè mi sembrava (ed ancora lo penso) il mezzo più logico.

Scorgendo in lontananza il treno delle 9.20 proveniente da Firenze sulla banchina della stazione di Altopascio mi rendo conto che i vagoni sono densi di persone. Densi si, ma non invivibili come siamo soliti vedere alle volte filmati dei passeggeri Giapponesi, densi si, ma non come venivano trasportati gli ebrei nei lager (mi spiace fare questo paragone ma è molto in linea con la morale di questo post).

Sono costretto a “saltare” due porte poichè non facevano salire ed avevo perso l’attimo. Giunto alla terza (non meno piena delle altre due) vengo preso un po’ dal panico poichè sento il suono che avverte della chiusura delle porte.

Noto uno spiraglio e decido così di effettuare un’azione un po’ di arroganza/prepotenza (visto che alle volte è l’unico modo per sopravvivere in questo mondo), prepotenza si ma con rispetto, sempre!

Salgo e contemporaneamente chiedo “raga ce la facciamo?”. La mia era ovviamente una domanda retorica poichè in quell’intercapedine fra i due vagoni ci sarebbero entrate ancora 5 persone.
Si svolge tutto molto velocemente: salgo, chiedo e la porta si chiude dietro di me, ero sul treno ce l’avevo fatta.
Tuttavia, a quella mia domanda qualcuno aveva risposto ed aveva risposto: NO!

Ci dimentichiamo di essere persone

Non appena il treno parte mi accorgo che tantissime persone sono rimaste giù e dovranno aspettare il prossimo treno. Tantissime persone molto più appassionate di me (io andavo giusto per fare qualcosa di diverso) erano state respinte a quella porta di treno da quel NO!

Rimango incredulo che il treno possa essere partito lasciando a terra così tante persone (non sono esperto di treni) ma capisco che il treno deve rispettare una tabella di marcia per evitare accumuli di ritardi già presenti.

Quasi per “difendere” tutti i ragazzi come me rimasti a terra rispondo a quel NO che proveniva da un ragazzino conformato all’anticonformismo dicendo “visto che ce l’abbiamo fatta?”.
Ovviamente mi ha guardato male tutto il tempo, ovviamente non ha aggiunto una parola perchè la mia era una risposta da duro con un accenno di sfida in stile Clint Eastwood.

Per farti capire che non stavamo pressati come delle sardine ti dico che il tipo in questione è riuscito tranquillamente a rispondere al telefono e che altri ragazzi stavano praticamente in cerchio. E’ allora che ho scoperto che il ragazzo in questione era pure il “rappresentate” di uno stand.

Quindi mi chiedo: tu che dovresti promuovere la tua attività, che dovresti impersonificare il tema della manifestazione avresti lasciato a terra un tuo potenziale cliente o peggio una persona che condivide i tuoi stessi ideali e passioni?

Questa cosa proprio non la concepisco. Non concepisco questa ipocrisia, quando spesso e volentieri queste sono le persone che urlano “salviamo il pianeta”, “salviamo i profughi”.
Ma cosa vuoi salvare se non riesci a salvare te stesso o chi ti sta davvero vicino?

Pochi giorni fa, a Radio Deejay, ho sentito il discorso di Obama di una verità disarmate. Oggi giorno pensiamo che essere “attivisti” per qualsiasi causa, sia semplicemente commentando o mettendo un “mi piace” o peggio ancora criticando chi non la pensa come noi. Non è così ce si cambiano le cose.

Questa idea di purezza ideologica, il fatto che non si debbano mai fare compromessi, tutte queste cose, beh, dovreste superarle rapidamente.
Il mondo è un casino. È pieno di ambiguità. Le persone che fanno cose buone per davvero hanno anche dei difetti. Le persone che combattete adorano i loro figli e condividono certe cose con voi. […]

Ho l’impressione a volte che tra alcuni giovani – e questo è accelerato dai social media – ci sia l’idea che il modo di cambiare le cose passi dall’essere più giudicanti possibile verso gli altri.
Sapete, questo non è attivismo. Non porta nessun cambiamento.

Se tutto quello che fate è tirare pietre, probabilmente non andrete lontano.

Barack Obama

Conclusioni

Questo post non è venuto granchè poichè queste cose mi fanno veramente ribollire il sangue e non sono stato abbastanza lucido per poter scrivere discorsi troppo sensati. Spero si sia capito il mio punto di vista ed il messaggio che volevo dare.

Non mi interessa per quale ideologia tu stia lottando, ma questa deve essere parte di te al 100% ed è altrettanto importante che l’ideologia che dovrebbe essere alla base di tutti sia:

Ama il prossimo tuo come te stesso

 Matteo 22,37-40

Che altri non è il secondo comandamento.